Cappella costruita a cavallo tra ‘600 e ‘700 era una delle varie chiesette fuori le mura di Papasidero. L’affresco, rinvenuto durante dei lavori nel 1993, ci suggerisce che nella cappella si svolgevano riti di “lustrazione” (immersione nell’acqua) dei neonati, atto che la Chiesa riteneva di valenza magica. L’affresco realizzato nel 1705 raffigura la scena di un parto secondo uno schema tipico delle illustrazioni della Natività del XVI-XVII sec. La scena si divide in due sequenze: a sinistra si intravede una puerpera su letto a baldacchino assistita da alcune donne; a destra si nota la levatrice ed una seconda donna che immergono un neonato in un mastello colmo d’acqua, mentre un’ altra donna riscalda un panno al fuoco del camino. Il corpo del neonato appare debilitato e quasi esanime per tale motivo è sottoposto alla pratica della lustrazione nella convinzione che l’immersione nell’acqua potesse rianimare il bambino sofferente. Questo dramma legato al parto fu sicuramente accentuato nei decenni successivi all’ epidemia della peste del 1656. La parte destra dell’affresco, quella riferita alla lustrazione, fu coperta dopo la costruzione del cimitero intorno all’antica cappella, in quanto ritenuto inopportuno in una zona funeraria. Mentre la parte sinistra raffigurante la donna nel letto venne mantenuta in quanto assimilabile alla scena di un trapasso.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Cimitero di Papasidero

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39.887763, 15.98705

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